1 MAGGIO: FESTA DEI LAVORATORI

Perché il Primo maggio

Un momento collettivo per ricordare i diritti sociali, nato in un’epoca in cui non venivano riconosciuti o garantiti. Quando per molte persone la quotidianità era rappresentata da 16 ore di lavoro.    

Il Primo maggio nasce ufficialmente il 20 luglio 1889, a Parigi, nel corso della Seconda Internazionale socialista. Nella capitale francese i partiti socialisti e laburisti decidono di organizzare “una grande manifestazione”, “simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno”. L’obiettivo era quello di coinvolgere i lavoratori e chiedere “alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore”.  

La data che viene scelta per celebrare la Festa dei Lavoratori è il Primo Maggio e prende spunto da un episodio avvenuto tre anni prima, nel 1886, a Chicago.  

Nella città nordamericana una grande sciopero – era stato indetto in tutti gli Stati Uniti – coinvolse migliaia di operai che chiedevano e rivendicavano condizioni lavorative umane e migliori. La protesta, iniziata appunto il primo maggio, durò tre giorni e culminò poi in una fase di scontri tra manifestanti e polizia. Undici persone persero la vita in quello che sarebbe passato alla storia come il massacro di Haymarket(è il nome della piazza in cui si svolse il raduno).

La tradizione del Primo Maggio inizia così: un appuntamento al quale il movimento dei lavoratori si preparerà sempre di più con maggiore consapevolezza. La rivendicazione originale delle otto ore viene messa da parte e ha lasciato il posto, nel corso degli anni, ad altre rivendicazioni politiche e sociali.

Dal 1947 la Festa del Lavoratori diventa ufficialmente ricorrenza nazionale in Italia.

Curiosamente non lo è negli Stati Uniti, il paese della grande manifestazione di Chicago e del massacro di Haymarket. Negli Usa la Festa dei Lavoratori si celebra il primo lunedì di settembre.

Oggi la festività è associata all’ormai tradizionale concerto organizzato dai principali sindacati a Roma, in piazza San Giovanni in Laterano.

La festa dei Lavoratori e l’emergenza Coronavirus

Sono passati 131 anni dalla nascita ufficiale del Primo Maggio e l’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus ha rimesso in discussione le modalità di celebrazione, il ricordo di una data che unisce i lavoratori di tutto il mondo. La pandemia ha creato una situazione inedita e imprevedibile per moltissime persone, che in questi ultimi due mesi non si sono potute recare a lavoro.

“oggi celebrare il lavoro e la sua dignità come cardine della persona umana e del suo rapporto con la società assume un significato ancora più profondo” dice il Sindaco Raffaella Mariani

La convivenza con il virus ci costringe per l’immediato a rivedere gli standard di sicurezza: le condizioni lavorative tornano al centro dell’attenzione e dovremo affrontare una condizione economica e sociale senza precedenti .

Il Coronavirus ha costretto – e costringe – molte attività a rimanere sospese. I danni economici e sociali sono ingenti.

La pandemia impone un ripensamento del lavoro, di come lo intendiamo ed esercitiamo. Per ripartire sarà fondamentale l’unità d’intenti, la collaborazione e il coinvolgimento di tutti. Vorrei citare la Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, che nella relazione sulle attività del 2019 della Corte, svolta questa settimana ha parlato di “risvolto della solidarietà”, di “lealecollaborazione tra le istituzioni come chiave per affrontare l’emergenza”. Secondo Cartabia “è la Carta costituzionale così com’è – con il suo equilibrato complesso di principi, poteri, limiti e garanzie; diritti, doveri e responsabilità – a offrire a tutte le istituzioni e a tutti i cittadini la bussola che consente di navigare «per l’alto mare aperto» dell’emergenza e del dopo emergenza che ci attende”.

Spetterà ad ognuno di noi nell’ambito delle relative responsabilità individuare ogni possibile aiuto per ripartire e far nascere nuove opportunità”

Buon Primo maggio !

Riccardo Pieroni