23 maggio 1992, l’impegno di Giovanni Falcone e “il coraggio di ogni giorno”

Sono passati 28 anni dalla Strage di Capaci, dall’attentato con cui Cosa Nostra uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. 

Il magistrato palermitano, grazie a una sapiente attività investigativa e all’aiuto di colleghi come Paolo Borsellino e di tutto il Pool Antimafia, riuscì a portare i vertici della mafia siciliana in tribunale con il Maxiprocesso e a ottenere pesanti condanne nei loro confronti. Non era mai accaduto prima.  

“La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità”, ha dichiarato  il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  

Il 28esimo anniversario della Strage di Capaci, come ricordato dalla Fondazione Falcone, è intitolato a “Il coraggio di ogni giorno”, all’impegno di tutti i cittadini che in questi mesi di emergenza del Paese, con impegno e sacrificio, hanno operato per il bene della collettività.

Riccardo Pieroni

Link:

Quirinale.itMessaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai giovani delle scuole coinvolti nel progetto “La nave della legalità”, nel 28° anniversario della strage di Capaci

> Fondazione Falcone