7 settembre 1920- 7 settembre 2020: 100 anni dal terremoto della Garfagnana e della Lunigiana

“Questure, carabinieri, giornali, uffici di colpo nel marasma. Dove? Settanta – ottanta chilometri da Livorno. Niente a La Spezia. Meraviglia a Lucca. Forse a Massa Carrara? Niente. Le comunicazioni con la Garfagnana sono interrotte. Ed anche con la Lunigiana. É il massiccio Apuano che ha tremato, s’è dato una leggera scrollatina, appena un brivido, e si è rimesso in silenzio a cosa fatta”.

Nel 1970 lo scrittore e giornalista garfagnino Gian Mirolà ricordava con queste parole il terremoto che, esattamente cento anni fa, colpì duramente il nostro territorio. La mattina del 7 settembre 1920 una scossa sismica di magnitudo 6.48 – che era stata preceduta il giorno prima da scosse di minore intensità – interessò un’area di circa 160 km², che comprendeva Lunigiana e Garfagnana. La zona non registrava eventi simili da almeno 80 anni. Era il 1837: una scossa sismica di magnitudo 5.6 colpì il versante nord orientale delle Alpi Apuane. Ingenti danni si verificarono nei territori di Fivizzano e Minucciano.

Il terremoto del 7 settembre 1920, con un’intensità registrata all’epicentro del IX – X grado della Scala Mercalli, provocò gravi danni in numerosi centri abitati, come Castiglione, Fivizzano, Pieve Fosciana, Vigneta e Villa Collemandina. Le vittime furono 171, i feriti 650. Migliaia di persone rimasero senza casa.

Il sisma fu avvertito anche in altre regioni, come Emilia Romagna e Liguria. Nella provincia di Modena ci furono tre vittime e alcuni feriti; alcune case crollarono, altre vennero danneggiate, soprattutto nei comuni di Frassinoro e Pievepelago.

Il terremoto avvenne in un momento della giornata nella quale gran parte degli abitanti stava lavorando. Infatti l’economia locale si basava principalmente su tre attività: agricoltura, allevamento ed estrazione dei marmi. Poche persone si trovavano quindi in casa. In gran parte erano donne e bambini, tra le principali vittime del sisma. Inoltre molte persone, allarmate dalle scosse del 6 settembre, avevano dormito all’aperto la notte che precedette la violenta scossa.

Il terremoto provocò un numero relativamente basso di vittime in proporzione ai crolli e ai danni che distrussero interi paesi garfagnini. Il disastro fu amplificato dalle tecniche di costruzione degli edifici. Le case erano perlopiù costruite con materiali particolarmente scadenti, come grossi ciottoli di fiume arrotondati utilizzati come pietra da costruzione al posto dei mattoni.

I giornalisti furono tra i primi a recarsi sui luoghi colpiti e a descrivere la gravità dell’accaduto. “A mano a mano che ci inoltriamo nella regione colpita, tutto conferma, purtroppo, la fondatezza delle prime notizie. I paesi che sono successivamente attraversati dalla nostra macchina, mostrano sempre più gravi gli effetti della formidabile scossa, che ha scrollato tutto il sistema montuoso che corona le valli del Serchio e dei suoi affluenti”, scrivevano i cronisti de “La Nazione”.

I soccorsi furono segnati da ritardi e difficoltà di organizzazione, in parte spiegabili con l’interruzione delle comunicazioni telegrafiche. Risultava impossibile avere notizie certe, in particolare dai centri più piccoli.

L’entità dei danni non fu immediatamente chiara alle autorità: i primi telegrammi, inviati la mattina del 7 settembre dai Prefetti dell’area colpita alla Direzione Generale di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, sottolineavano la violenza della scossa ma non disegnavano con precisione la gravità del danno. Soltanto nella tarda mattinata da Massa il Prefetto comunicava i primi dati sulle conseguenze del terremoto. Mentre le notizie che giungevano da Lucca – e riferite al capoluogo – inizialmente segnalavano solo lievi e rare lesioni di edifici.

Il terremoto del 7 settembre 1920  avvenne in un momento storico difficile per l’Italia. uscita da poco dalla Prima Guerra Mondiale. Il conflitto bellico aveva condizionato duramente l’economia e la vita politica del paese. In più, le ferite causate da altri terremoti, come quello di Reggio Calabria e Messina del 28 dicembre 1908 (magnitudo 7.1, tra le 90 e le 120 mila vittime) e di quello della Marsica del 13 gennaio 1915 (magnitudo 7, 30 mila vittime) non erano ancora state sanate.

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CALENDARIO RITIRO PENSIONI 2020

RITIRO PENSIONI SETTEMBRE 2020 A PARTIRE DAL 26 AGOSTO

Le pensioni del mese di settembre per i pensionati ,titolari di un Conto BancoPosta, di un Libretto di Risparmio o di una Postepay Evolution, saranno accreditate in anticipo il 26 agosto.

Se possiedi una carta Postamat, una Carta Libretto o una Postepay Evolution, ricordati che puoi prelevare in contanti da oltre 7000 Postamat, senza recarti allo sportello.

Se, invece, non puoi evitare di ritirare la pensione in contanti in Ufficio Postale, sarà necessario presentarsi agli sportelli secondo la seguente ripartizione di cognomi:

26 AGOSTO     MERCOLEDI’     dalla A alla D

28 AGOSTO   VENERDI’     dalla E alla O

31 AGOSTO    LUNEDI’    dalla P alla Z

REGOLE TEMPORANEE PER L’ACCESSO AGLI UFFICI COMUNALI

REGOLE TEMPORANEE PER L’ACCESSO AGLI UFFICI COMUNALI

Per garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori comunali l’accesso agli Uffici viene temporaneamente organizzato come segue:

  • Per accedere agli uffici è obbligatorio indossare la mascherina facciale e igienizzare le mani con la soluzione posta all’ingresso;
  • Per tutti gli uffici l’accesso deve avvenire di norma previo appuntamento telefonico al numero:

0583 613181

 Gli uffici riceveranno nei seguenti giorni e orari:

SETTORE AMMINISTRATIVO ED ECONOMICO-FINANZIARIO

Lunedì       9:00 – 12:00

Giovedì            9:00 – 12:00

 SETTORE SERVIZI ALLA PERSONA

Lunedì       8:30 – 12:00

Martedì      8:30 – 12:00

Mercoledì         8:30 – 12:00

Venerdì            8:30 – 12:00

SETTORE TERRITORIO E AMBIENTE

Lunedì       9:00 – 12:00

Giovedì            9:00 – 12:00

  • E’ possibile accedere senza preventivo appuntamento solo in presenza di grave e comprovata emergenza;
  • Non possono accedere agli uffici persone che risultano affette da sintomatologie da infezioni respiratorie e temperatura superiore a 37.5 °C.

Coronavirus – aggiornamenti

Coronavirus  aggiornamenti

Cari Concittadini,
Questa mattina abbiamo ricevuto notizia di un caso di contagio Covid nel nostro Comune.
L’azienda Asl ha comunicato il risultato del test e provveduto alla verifica dei contatti della persona risultata positiva con congiunti e amici.
L’Amministrazione nell’ augurare una pronta guarigione alla persona contagiata è a disposizione per ogni necessità e provvederà a collaborare con l’Azienda sanitaria per le azioni di protezione e prevenzione indicate dalla normativa vigente.
In questi giorni di grande presenza turistica e di maggiori rapporti sociali dobbiamo raccomandare prudenza e attenzione per scongiurare un nuovo incremento dei contagi. Le prescrizioni circa il rispetto del distanziamento fisico, dell’utilizzo delle mascherine e delle norme igieniche vanno rispettate, non devono essere sottovalutate.
La preoccupazione molto seria riguarda il rischio di una ripresa diffusa della pandemia che produrrebbe danni incalcolabili alla salute delle persone più fragili e alla ripartenza dei servizi e dell’economia.
Abbiamo raccomandato la massima prudenza a tutti i nostri esercizi commerciali e chiediamo la collaborazione ai concittadini in particolare ai giovani che si muovono e socializzano più frequentemente:
occorrono comportamenti responsabili, sottovalutazioni e imprudenze potrebbero essere causa di rischio grave per molti anziani, ammalati e nostri congiunti.
La collaborazione, la vigilanza sui comportamenti e l’osservanza delle regole sono principi che devono valere per tutti indistintamente e non riguardano esclusivamente coloro che rientrano dai Paesi Stranieri ma tutta la popolazione anche chi ci sta più vicino. La mobilità delle persone mette tutti a rischio e può produrre se esercitata senza rispetto delle regole nuove durissime chiusure delle attività.
Senza creare allarmismi dobbiamo evitare che le situazioni manifestatesi nei luoghi di svago e turismo in questi giorni di maggiore concentrazione, possano ripetersi senza controllo.
La nostra Amministrazione ha scelto di evitare le iniziative pubbliche estive consuete e in questo senso ha raccomandato fortemente alle associazioni e a coloro che organizzano eventi di prestare la massima attenzione e cura nel rispetto delle prescrizioni dettate dalla Regione Toscana e dal Governo.
Augurandoci l’esercizio della piena responsabilità di tutti confidiamo nella vostra collaborazione
Il Sindaco e l’Amministrazione

ULTIME DISPOSIZIONI
Si ricorda inoltre che tutti coloro che negli ultimi 14 giorni hanno soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta o Spagna e che vogliono entrare in Italia sono obbligati a fare il tampone per controllo Covid-19:

– Obbligo di presentazione all’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli del risultato negativo ad un tampone effettuato entro le 72 ore (3 giorni) precedenti l’ingresso in Italia;

– Obbligo di sottoporsi a tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine dove possibile, o comunque entro le 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale rivolgendosi all’azienda sanitaria locale di riferimento
Inoltre, in attesa di sottoporsi al test le persone sono obbligate all’isolamento fiduciario nella propria abitazione.

Fermo restando la quarantena per chi rientra in Italia dai Paesi individuati dal Governo, la Regione Toscana ha emesso una nuova ordinanza con cui prevede la possibilità di fare gratuitamente il test molecolare per chi rientra in Toscana dai Paesi dell’Unione Europea e dall’area Schengen.

Per semplificare, questo l’elenco dei Paesi al cui rientro in Italia, se volete, potete fare test gratuitamente: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Svizzera, Irlanda, Norvegia, Liechtenstein.

Ricordo che se tornate da Romania o dalla Bulgaria, nonostante siano Paesi dell’Ue, c’è l’obbligo della quarantena.

Per tutte le info vai su www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
oppure chiama il numero gratuito 1500

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