DOMENICA 28 GIUGNO 2020, INAUGURATO IL PERCORSO FACILITATO DEL FONTANONE ALL’ORECCHIELLA!

Domenica 28 giugno, presso la Riserva Naturale Statale dell’Orecchiella, si è svolta l’iniziativa “Natura senza barriere” organizzata dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Lucca in collaborazione con il Comune di San Romano in Garfagnana e l’Associazione ANMIL per l’inaugurazione del percorso facilitato del Fontanone e di una bella mostra fotografica intitolata “Oltre il dolore” di Davide Bonaventuri.

L’Amministrazione di San Romano ha realizzato il  progetto del percorso facilitato denominato “il Fontanone” del valore complessivo di circa 55.000 euro  grazie alla collaborazione con l’Architetto Domenico Davini e ad un finanziamento ottenuto dalla partecipazione nell’ambito del “Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020” al bando sottomisura 8.5- sostegno agli investimenti destinati ad accrescere la resilienza ed il pregio ambientale degli ecosistemi forestali” per l’anno 2016, indetto da Regione Toscana.

In particolare il progetto prevedeva il  ripristino e miglioramento del fondo del tracciato, il ripristino e regolarizzazione delle scarpate con interventi di bioingegneria naturale, la realizzazione di una staccionata con battipiede e di una palizzata in legno di confinamento verso monte. I lavori sono stati eseguiti con il preciso obiettivo di rendere il sentiero fruibile anche ai turisti con disabilità. La presenza di un fondo adeguato, di aree di sosta e di corrimano lungo tutto il percorso faciliteranno passeggiate nella natura e opportunità di benessere anche a coloro che spesso trovano ostacoli insormontabili per le loro abilità.  Il percorso, segnalato da un cartellone  esplicativo, parte dall’area attigua alla nota sorgente denominata “il Fontanone” sulla traccia di un’antica mulattiera e si snoda nel bosco di conifere.  Profumi e suoni restituiscono sensazioni di benessere e di libertà.  Avvicinandosi all’area prossima al Centro Visitatori dell’Orecchiella all’altezza della sala espositiva “Lamarossa” nella Casa dei Rapaci si possono raggiungere i recinti faunistici dei mufloni e dei cervi.

La Lunghezza del percorso è di circa 450 mt con una pendenza dolce.

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2 GIUGNO 2020: FESTA DELLA REPUBBLICA

Perchè il 2 giugno

“In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli”. Il 26 gennaio 1955 Piero Calamandrei si rivolgeva così a un gruppo di studenti di Milano. L’uomo politico e giurista fiorentino utilizzava poche parole per definire la Costituzione Italiana. Il testo di 139 articoli non sarebbe nato se non vi fosse stato un referendum destinato a cambiare il nostro paese, il nostro ordinamento.

Tra il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum che decise la forma istituzionale dello Stato italiano dopo la fine del fascismo: fu anche la prima volta nella storia italiana in cui il voto avvenne a suffragio universale. Al referendum parteciparono anche le donne. I risultati ufficiali furono annunciati il 18 giugno 1946, e fu quel giorno che la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana: 12.718.641 italiani avevano votato a favore della repubblica, 10.718.502 a favore della monarchia e 1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla.

Il referendum, video dell’Istituto Luce

La Festa della Repubblica viene celebrata ogni anno il 2 giugno, quando si votò per scegliere tra repubblica e monarchia. Per molto tempo e per ragioni economiche la ricorrenza fu fatta cadere la prima domenica di giugno. Dal 1948 (prima Festa della Repubblica) fino al 1977 le celebrazioni si svolsero ogni anno il 2 giugno. Nel 1977 invece, a causa della crisi economica e con l’obiettivo di non far perdere alcun giorno lavorativo, si decise che la Festa della Repubblica sarebbe stata ricordata la prima domenica di giugno. La data del 2 giugno venne reintrodotta nel 2001. L’anno precedente, il governo guidato da Giuliano Amato, su iniziativa dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ristabilì con la legge 20 novembre 2000, n.336 la data originaria.

Le iniziative

Per celebrare il 74° anniversario della nascita della Repubblica non ci saranno parate militari e manifestazioni pubbliche a causa del Coronavirus. Questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella renderà omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria di Roma. Successivamente si recherà a Codogno, luogo simbolo in Lombardia della pandemia. La visita è un segnale al paese denso di significati. Si tratta infatti del primo viaggio del presidente della Repubblica dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Il tributo che Mattarella porterà a Codogno avverrà in forma privata: un incontro informale con le autorità cittadine. Non sarà aperto al pubblico anche per evitare il rischio di assembramenti.

Da lunedì 25 maggio a venerdì 29 maggio, in vista dell’appuntamento di oggi, le Frecce Tricolori si sono impegnate in un programma di esibizioni nei cieli di 21 città italiane. I passaggi sono avvenuti in date e orari diversi. Un giro acrobatico durato 5 giorni per abbracciare simbolicamente tutto il paese in segno di unità e solidarietà. L’iniziativa è stata promossa dall’Aeronautica militare. Oggi ci saranno alcuni passaggi simbolici delle Frecce Tricolori a Roma. La città quest’anno non avrà la consueta parata ai Fori Imperiali.  

Il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema ha organizzato invece una maratona di letture sulla Costituzione Italiana. Un testo che trova le sue radici in luoghi come Sant’Anna. Alla maratona hanno partecipato figure istituzionali, giornalisti, magistrati, campioni dello sport e attori. Ognuno di loro ha letto un articolo della Costituzione.

#RiconnettiamoilPaese

Il Comune di San Romano ha aderito alla “Giornata dei Piccoli Comuni” promossa da Legambiente. Ogni 2 giugno l’associazione è al fianco dei comuni italiani per ricordare l’importanza di territori e comunità che custodiscono gran parte dei gioielli di natura e di tradizioni del Paese. Lo slogan di questa edizione è “Voler bene all’Italia”.

“Oggi più che mai, dopo la lunga emergenza provocata dal Coronavirus, Voler Bene all’Italia interpreta l’urgenza di un percorso comune di rinascita, che vede le comunità e i territori ancora più decisivi per la ripartenza del nostro Paese, e la Festa della Repubblica rappresenta una grande occasione di coesione per stare affianco ai piccoli comuni”, scrivono gli organizzatori in una nota.

Tutti i video delle iniziative sono stati pubblicati sui canali social del Comune!

 

25 APRILE 2020: 75 ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

La festa della Liberazione

Perché il 25 aprile

Il 25 aprile è il giorno in cui ogni anno in Italia si celebra la festa della Liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. Un evento verificatosi dopo una lunga serie di sofferenze pagate dalla popolazione civile e dai territori della penisola. Ma l’occupazione tedesca e fascista in Italia non terminò in 24 ore. Il 25 aprile è una data simbolo: coincise con la ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò da Torino e Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano per riprendersi le città.

La decisione di scegliere il 25 aprile come festa della Liberazione fu presa il 22 aprile del 1946.

Il governo provvisorio guidato da Alcide De Gasperi – l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere festa nazionale. La data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 269 del maggio 1949. Da quel momento il 25 aprile è un giorno festivo.

Anche se la vera e propria fine delle ostilità è avvenuta quindi il 2 maggio 1945, quando entrò in vigore in maniera ufficiale la resa, è stato scelto di indicare come data delle celebrazioni il 25 aprile in quanto rappresenta il culmine delle attività militari della Resistenza.

Nei primi mesi del 1945 decine di migliaia di persone, per lo più partigiani, combattevano contro l’occupazione tedesca e la repubblica di Salò nell’Italia settentrionale. A sud della Pianura Padana nel marzo del 1945 c’erano molti soldati occupanti, raccolti per cercare di resistere all’offensiva finale degli Alleati.

 

La Garfagnana e la guerra

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Toscana è stata cornice di molti scontri e rappresaglie che hanno spesso fortemente toccato la popolazione civile.  Il territorio della Garfagnana è stato coinvolto duramente nelle ultime fasi del conflitto. Le comunità che vivevano lungo il Serchio si ritrovarono nel bel mezzo dello scontro che vide, da una parte, le truppe alleate che risalivano la Penisola e le bande di partigiani presenti sul territorio, dall’altra l’esercito tedesco e alcune divisioni di soldati italiani. La rapida avanzata degli Alleati portò alla liberazione di Lucca il 5 settembre 1944. Ma la guerra proseguì: per circa sette mesi la Garfagnana diventò un teatro di guerra, soggetto a bombardamenti aerei e mitragliamenti a distanza. Il territorio del Comune di San Romano in Garfagnana venne colpito duramente, soprattutto nel dicembre 1944. In quel momento storico famiglie di sfollati, provenienti perlopiù da Livorno, da Pisa e della Lucchesia, giunsero in diverse frazioni del Comune, inserendosi in alcune attività lavorative come l’agricoltura, prestando così la loro opera alle famiglie contadine. Nei giorni successivi al Natale 1944 una serie di bombardamenti aerei investì i centri abitati del Comune: Villetta venne colpita duramente il 26 dicembre.

Linea del tempo: la Guerra di Liberazione nel Comune di San Romano in Garfagnana

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La storia di Luigi Berni

Venne catturato dai tedeschi mentre seguiva le loro mosse durante un rastrellamento. La storia di Luigi Berni (1 giugno 1894 – 29 settembre 1944) è uno degli episodi più significativi della Resistenza garfagnina.

Originario di Bagno di Romagna (provincia di Forlì) e di idee socialiste, Berni lasciò l’Emilia Romagna negli anni Venti. Il coinvolgimento in alcune lotte tra braccianti e proprietari terrieri lo spinsero a riparare in Garfagnana. Iniziò a lavorare come muratore a Pieve Fosciana. Il suo antifascismo lo resero noto nei paesi del territorio. Nel luglio 1944, pur non essendo più giovanissimo – aveva 50 anni – incominciò la sua attività di informatore e staffetta partigiana per conto del Battaglione “Casino”, comandato da Giovanni Battistia Bertagni, partigiano ed ex alpino, medaglia d’oro al valore militare tuttora in vita.

“Il Berni era un mio dipendente e fu mandato a Castelnuovo Garfagnana con l’incarico di sorvegliare il movimento delle macchine”, ha affermato Bertagni in una vecchia testimonianza.

Il 20 settembre 1944 Berni venne arrestato da una pattuglia tedesca che stava eseguendo controlli. Il partigiano aveva con sè un binocolo: stava osservando le mosse delle truppe durante un’azione di rastrellamento a Castelnuovo di Garfagnana. L’uomo venne trasferito a Castiglione di Garfagnana, dove si trovava la sede della Feldgendarmerie. Per Berni iniziò un calvario di nove giorni. I tedeschi lo consegnarono ad Aurelio Benedetto Ricci, comandante della Brigata Nera. I “repubblichini” torturano il partigiano : volevano estorcergli delle informazioni. Berni non rivelò alcun fatto e rimase in silenzio. La sera del 29 settembre, ormai in fin di vita, il partigiano venne legato ad un automezzo e trascinato, con una corda al collo, lungo la strada che va da Castiglione di Garfagnana a Cerageto. In località Terrarossa gli uomini della Brigata Nera si accorsero che il cadavere era ormai sfigurato e decisero di abbandonare Berni ai margini della strada.

“Benché esente da obblighi militari, decideva egualmente di lasciare la sua numerosa famiglia per partecipare attivamente alle lotte di liberazione, distinguendosi in numerose operazioni per capacità, valore ed entusiasmo, rappresentando, specie tra i giovani, un esemplare di riferimento”.

Sono queste alcune delle parole contenute nelle motivazioni che portarono nel 1994 il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, al conferimento della medaglia d’oro al valore militare nei confronti di Luigi Berni.

Oggi, nei pressi della località Terrarossa, a un’altitudine di 1143 metri, un monumento ricorda l’”Eroe della Resistenza”, “trucidato dalla brutalità delle torture nazifasciste”.

“Con il suo silenzio ha dato voce alla libertà di questa terra”, si legge nell’iscrizione che ricorda il sacrificio del partigiano.

 

La memoria della Resistenza e della Guerra di Liberazione

Un progetto di salvaguardia della memoria storica della Resistenza e della Guerra di Liberazione. E che guarda anche alle future generazioni. Da gennaio l’amministrazione comunale raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale per conservarli nella memoria collettiva. I video raccolti si trovano nel canale youtube del Comune di San Romano in Garfagnana.

E proprio oggi, in occasione del 25 aprile, sono state caricati due nuovi contributi: le testimonianze di Remo De Lucia e Luigi Cecchini, entrambi militari prigionieri nei campi di concentramento nazisti, il primo proveniente dalla Campagna di Russia, il secondo preso prigioniero in Grecia.

La volontà di ricordare alle future generazioni un evento che colpì duramente il territorio della Garfagnana è testimoniato anche dall’incontro del dicembre scorso, tenutosi a Villetta, in occasione della commemorazione del bombardamento del 26 dicembre 1945 che colpì il paese.

Riccardo Pieroni

VENERDì 6 MARZO 2020 LE LUCI DELLA FORTEZZA SI SPENGONO PER M’ILLUMINO DI MENO

M’illumino di Meno è la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, lanciata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2, per chiedere alle persone di spegnere le luci non indispensabili e ripensare i consumi.
L’efficienza energetica è diventata un tema economico rilevante e le lampadine ad incandescenza che Caterpillar invitava a cambiare con quelle a risparmio energetico, adesso, semplicemente, non esistono più. Ma spegnere le luci e testimoniare il proprio interesse al futuro dell’umanità resta un’iniziativa concreta, non solo simbolica, e molto partecipata.
Si spengono sempre le piazze italiane, i monumenti – la Torre di Pisa, il Colosseo, l’Arena di Verona -, i palazzi simbolo d’Italia – Quirinale, Senato e Camera – e tante case dei cittadini. Si sono spenti per M’illumino di Meno la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell’inquinamento luminoso.
L’edizione 2020 torna venerdì 6 marzo ed è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi. Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico: emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l’erosione del suolo, regolano le temperature.
Ecco perché L’Amministrazione Comunale, in un’ottica di promozione di iniziative volte alla sensibilizzazione al risparmio energetico e di valorizzazione del nostro territorio , nelle prossime settimane ha deciso di piantare una varietà locale di albero da frutto e, per la giornata di domani, di spegnere  le luci di uno dei monumenti più significativi per la nostra comunità, la Fortezza di Verrucole.
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