CENTENARIO DEL TERREMOTO 1920- ORGANIZZAZIONE CELEBRAZIONI

Quest’anno ricorre il centenario del  terremoto che nel  settembre del 1920 devastò le comunità locali in termini economici e sociali e segnò pesantemente la vita e la storia della Garfagnana con lutti e danni che misero in ginocchio una terra già segnata dalla marginalità economica, dall’emigrazione e dal diffuso disagio  dovuto alle  condizioni di vita di un sistema  rurale che non assicurava più la sostenibilità economica  alle  popolazioni. Ma la fermezza e la determinazione del popolo garfagnino, seppure  duramente provate, non furono scalfite  nel profondo attaccamento alla propria terra.

A tal fine, l’Unione Comuni  Garfagnana intende promuovere varie iniziative per celebrarne l’anniversario e, per quanto  concerne l’aspetto della ricerca documentale finalizzata  a realizzare mostre, una pubblicazione  e altre iniziative di divulgazione.

Il Presidente Andrea Tagliasacchi invita tutte le Associazioni, Pro Loco e singoli cittadini a fornire  documentazione e/o  contributi alla  buona riuscita dell’iniziativa  anche attraverso la partecipazione a eventuali gruppi di lavoro contattando l’Ente all’email eventi2020@ucgarfagnana.lu.it   oppure contattando i numeri 0583 644908 o 0583 644911 (Dott.ssa Patrizia Pieroni –  Dott.ssa  Martina Moriconi)  entro  l’8 febbraio  2020.

Referendum Costituzionale del 29 marzo 2020 – ISTRUZIONI

Domenica 29 marzo, dalle ore 7:00 alle ore 23:00, si vota per il referendum costituzionale ex art. 138 della Costituzione sulla legge costituzionale avente ad oggetto “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato  dal  Parlamento  e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019.

Come si vota?

Possono votare i cittadini iscritti nelle liste elettorali, che abbiano compiuto il 18° anno di età entro il giorno fissato per il referendum.
L’elettore deve esibire un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale.
All’elettore viene consegnata una scheda con il seguente quesito: «Approvate  il  testo  della  legge  costituzionale   concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato  dal  Parlamento  e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?». Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il ‘Sì’ e una con il ‘No’: basta barrare la propria scelta. In questo tipo di referendum non è previsto un quorum (numero minimo di votanti affinché il referendum sia valido) e la legge viene promulgata se i voti favorevoli superano quelli sfavorevoli.

  • Tessera elettorale

Gli elettori sono invitati a verificare se sono in possesso della tessera. In caso di smarrimento, deterioramento o esaurimento degli spazi per la certificazione del voto, gli elettori possono chiedere il rilascio di una nuova tessera presso l’Ufficio elettorale negli orari di apertura al pubblico.
Per quanto riguarda le tessere dei nuovi elettori (ad esempio i cittadini che hanno trasferito la loro residenza nel Comune di Ferrara) si segnala che l’Ufficio elettorale sta provvedendo alla consegna delle stesse mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

  • Voto a domicilio

Gli elettori affetti da gravi infermità tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile, possono chiedere di votare presso il proprio domicilio facendo pervenire al sindaco una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimorano.
La domanda di ammissione al voto domiciliare deve indicare l’indirizzo dell’abitazione in cui l’elettore dimora, un recapito telefonico, e deve essere corredata di copia della tessera elettorale e di idonea certificazione sanitaria rilasciata da un funzionario medico designato dagli organi dell’azienda sanitaria locale.
N.B.: la predetta domanda di ammissione al voto domiciliare deve necessariamente essere effettuata per ogni consultazione, dunque anche chi ha richiesto il voto a domicilio in occasione di precedenti consultazioni, qualora interessato ad esprimere il proprio voto presso il suo domicilio, deve ripetere l’istanza alla U.O. Igiene pubblica.

  • Voto italiani all’estero

Si ricorda che il VOTO è un DIRITTO tutelato dalla Costituzione Italiana e che, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n.459, i cittadini italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) e nelle liste elettorali, possono VOTARE PER POSTA. A tal fine, si raccomanda quindi di controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il proprio consolato.

È POSSIBILE IN ALTERNATIVA, PER GLI ELETTORI RESIDENTI ALL’ESTERO ED ISCRITTI ALL’AIRE, SCEGLIERE DI VOTARE IN ITALIA PRESSO IL PROPRIO COMUNE DI ISCRIZIONE ELETTORALE, comunicando per iscritto la propria scelta (OPZIONE) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni. Gli elettori che scelgono di votare in Italia in occasione della prossima consultazione referendaria, riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali in Italia.

La scelta (opzione) di votare in Italia vale solo per una consultazione referendaria.

Si ribadisce che in ogni caso l’opzione DEVE PERVENIRE all’Ufficio consolare NON OLTRE I DIECI GIORNI SUCCESSIVI A QUELLO DELL’INDIZIONE DELLE VOTAZIONI, OVVERO ENTRO IL GIORNO 8 FEBBRAIO 2020. Tale comunicazione può essere scritta su carta semplice e – per essere valida – deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante.

Per tale comunicazione si può anche utilizzare l’apposito modulo scaricabile da questo sito o da quello del proprio Ufficio consolare.

Come prescritto dalla normativa vigente, sarà cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare.

La scelta di votare in Italia può essere successivamente REVOCATA con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per l’esercizio dell’opzione.

Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le condizioni per votare per corrispondenza (Legge 459/2001, art. 20, comma 1-bis) hanno diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio, in classe economica.

L’UFFICIO CONSOLARE È A DISPOSIZIONE PER OGNI ULTERIORE CHIARIMENTO.

GIORNO DELLA MEMORIA 2020.

Il Giorno della Memoria

“Affinché simili eventi non possano mai più accadere”. Sono queste le parole con cui si conclude l’articolo 2 della legge 21/2000, il provvedimento che ha introdotto in Italia il “Giorno della Memoria”. Un ricorrenza che ogni anno si celebra il 27 gennaio.

Ma perché è stata scelta questa data? Le ragioni sono storiche e legate a quello che viene considerato il più grande omicidio di massa.

il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento polacco di Auschwitz. Varcarono il cancello che recava la scritta “Arbeit macht frei”, “il lavoro rende liberi”. Si stima che nel campo morirono da 1 a 1,5 milioni di persone, in maggioranza ebrei. I sovietici trovarono molte cose: vestiti, capelli pronti per essere venduti, occhiali, valigie, utensili da cucina e scarpe. Ma incontrarono anche dei sopravvissuti al terribile massacro. “Noi trovammo quasi settemila persone ancora vive nel campo”, ha raccontato il generale Vasilij Petrenko, che allora comandava la 100° divisione di fanteria nel 1° fronte ucraino.

Il Giorno della Memoria è stato riconosciuto ufficialmente da una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 1º novembre 2005, durante la 42esima riunione plenaria dell’organizzazione.

Il testo della legge 21/2000

Articolo 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Articolo 2. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Spesso si tende a considerare la Shoah come un qualcosa di unico  e irripetibile per malvagità nel corso della storia. Un qualcosa successo altrove (Auschwitz o gli altri campi di concentramento dell’Europa centrale), in un altro tempo, nei confronti di altri (gli ebrei) e per colpa di altri (i tedeschi o i nazisti). Tuttavia la storia italiana ha molto a che fare con il tema della Shoah: non solo per la lunga tradizione di discriminazione nei confronti degli ebrei che risale fino all’epoca antica, all’età romana, ma anche per le responsabilità del fascismo relativamente allo sterminio operato nei lager.

La legge 211/2000 propone di non limitare la memoria al discorso sulla discriminazione ebraica, ma prendere in considerazione le altre deportazioni: rom e sinti, omosessuali, disabili e soprattutto deportati per motivi politici, espressamente citati nel testo normativo, antifascisti ed oppositori che più di altri testimoniano le forti responsabilità del regime fascista rispetto alle deportazioni.

 

Remo Luccarini, sopravvissuto ai lager nazisti

Quest’anno l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Lucca intende dare voce al sacrificio dei circa 600 mila soldati italiani, catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sui vari fronti di guerra e condotti nei campi di prigionia in Germania, Austria ed Europa orientale.

I nazisti non considerarono i soldati italiani come prigionieri di guerra, bensì come IMI, “internati militari italiani”, privandoli così delle tutele garantite ai prigionieri dalle principali convenzioni.

L’istituto, con questo appello, intende censire gli internati italiani ancora viventi in Garfagnana, Valle del Serchio, Piana e Lucchesia.

Tra gli “IMI” ancora in vita della provincia di Lucca c’è Remo Luccarini, classe 1923, abitante di Villetta. Remo, deportato e internato, è sopravvissuto alla terribile esperienza dei lager nazisti. Nel 2015 ha ricevuto la medaglia d’onore, onorificenza attribuita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la sua drammatica esperienza. La medaglia è stata consegnata dall’allora prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro, in visita nel comune di San Romano in Garfagnana. Il prefetto si era recato a Villetta perchè Remo Luccarini non aveva potuto partecipare alla commemorazione nel cortile degli Svizzeri, a Lucca, il 2 giugno 2015.

La medaglia d’onore è un riconoscimento che è stato istituito con la legge n. 296/2006. Si tratta di una onorificenza concessa ai cittadini italiani, sia militari che civili, che durante la Seconda Guerra Mondiale furono deportati e internati nei lager nazisti. Nel caso in cui il diretto beneficiario sia deceduto, la medaglia viene consegnata al familiare più stretto.

Riccardo Pieroni

Per l’occasione, “Grazie al lavoro del vicesindaco, Roberto Rocchiccioli- afferma il Sindaco, Raffaella Mariani- siamo riusciti a costruire filmati delle testimonianze più toccanti e a trasferirle sul canale YouTube del comune di San Romano in Garfagnana, all’interno della sottosezione denominata “Seconda Guerra Mondiale: la memoria dei nativi” e quindi a trasmettere i ricordi di molti sopravissuti per conservarli nella memoria collettiva.

Per visitare il canale YouTube del Comune clicca qui

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