San Romano ha salutato per l'ultima volta il suo sindaco e il suo dottore

Mariani_2.jpgMariani_2.jpgTutta San Romano ha salutato per l’ultima volta,  mercoledì scorso 1°giugno, il proprio sindaco storico, il dott. Eugenio Mariani che si è spento lunedì 30 maggio, all’età di 84 anni, all’ospedale si Lucca dove era stato ricoverato nella stessa giornata per l’aggravarsi repentino di alcune complicazioni.

La sua figura di amministratore e di medico ha riempito la vita del nostro comune negli ultimi decenni. E’ stato eletto per la prima volta sindaco nel 1956, poi di nuovo nel 1960 fino al 1970; viene rieletto sindaco nel 1985 e ricopre tale carica fino al 2004. E’ stato anche assessore provinciale,  assessore della Comunità Montana della Garfagnana e Presidente della Conferenza dei Sindaci della Valle.

Le Istituzioni erano rappresentate alle esequie al gran completo con i Sindaci di tutta la Provincia al seguito dei propri gonfaloni, il Presidente della Provincia Baccelli, il Prefetto e le autorità militari, nonché  il Sen. Andrea Marcucci e l’on. Nedo Poli. La salma del Dott. Eugenio Mariani è stata tumulata nel cimitero di San Romano.

Durante la cerimonia funebre la  figura di Eugenio Mariani è stata ricordata da  Antonella Ferrarini, Vicesindaco con Mariani nelle sue ultime amministrazioni, che a nome anche di tutti coloro che hanno lavorato con lui nell’amministrazione del comune ha espresso con  parole semplici e dirette sentimenti ai quali anche gli attuali amministratori del comune si associano e che valgono come sentita partecipazione al dolore di tutta la Famiglia Mariani, della moglie Maria Cristina Pelliccioni Marazzini, dei figli Pier Romano, Raffaella,Nicoletta e Gianluca.

Caro dottore,

non è facile per me essere qui ora; non è facile trovare le parole, ma per salutarla come merita ho deciso che era necessario fare uno sforzo. Moltepersone me l’hanno chiesto.Non parlo solo a titolo personale, ma in molti: amici, paesani, giovani eanziani, gli attuali amministratori e quelli che con lei hanno condivisol’esperienza amministrativa, tutti  abbiamo pensato che le dovevamo unultimo ufficiale saluto per ringraziarla, per dire, riconoscenti, grazie!L’ho conosciuta fin da piccola come medico e ricordo ancora l’ansia cheprovavo quando dovevo venire in ambulatorio. Non per paura della diagnosi. Dapiccoli non ci si pensa. Ma lei, a dire la verità, un po’ di timore, me loincuteva veramente!Poi sono cresciuta ed è stata per me una grande soddisfazione, quando mi hachiesto di far parte della sua lista per le elezioni comunali, diversi anni fa.Ho accettato, sebbene non mi interessassi molto di politica, perchè avevo grandefiducia in lei.Questa esperienza mi ha permesso di conoscerla meglio e, quel timore cheavevo da piccola, si è trasformato in stima, affetto, ammirazione.Ammirazione per il suo modo serio di lavorare, per la sua determinazione,per la sua capacità di vedere sempre un po’ oltre e, soprattutto, per ilgrande, grande senso di rispetto per la carica che con estrema serietàricopriva.Come medico tutti l’abbiamo apprezzata e stimata. E’ stato un medicoattento, scrupoloso, sempre disponibile verso i pazienti. In questo haavuto un modello a cui rifarsi, a cui ispirarsi: suo padre. Io non l’hoconosciuto, ma le persone anziane questo ancora ricordano e dicono:” Ildottore veniva a tutte le ore, di giorno e di notte”.L’esperienza amministrativa, prima come consigliere, poi come assessore, hadato a me e agli altri, la possibilità di conoscere non solo il sindaco o ilmedico, ma anche altri lati, altri aspetti della sua persona.Spesso ci raccontava episodi, fatti della sua vita  o aneddoti sullemolte persone che ha conosciuto e per noi era un piacere stare ad ascoltare.Quello che più affascinava era la sua capacità a cambiare registro.Passava, come se niente fosse, da parole in dialetto garfagnino a citazioni inlatino o tratte da opere di autori illustri, rivelando una profonda cultura.Ricordo che spesso diceva:” Io parlo sempre con tutti; è importanteascoltare tutti, anche le persone semplici, perchè anche loro hanno qualcosa dainsegnarci”.Potrei dire ancora tanto.Aggiungo solo questo perchè credo sia importante.In tanti, in molti siamo venuti a bussare alla porta di casa sua; magariper problemi familiari, problemi di salute più o meno importanti. A volte soloper chiedere un consiglio. Lei era l’uomo saggio a cui rivolgersi e sempre siriceveva una risposta che ci rincuorava.Grazie anche alla sua famiglia, a sua moglie, ai suoi figli che sempre, congentilezza, hanno aperto la porta a chi veniva a bussare e chiedeva di lei.Da oggi siamo un po’ più soli. Abbiamo perso il nostro punto di riferimento,ma la dedizione al lavoro, il suo impegno nell’agire quotidiano per il benedella comunità, il rispetto verso la carica amministrativa ricoperta e ilgrande senso civico dimostrato quotidianamente, saranno per noi uninsegnamento, una strada da seguire.Grazie dottore!Gli amministratori, gli amici, i concittadini