IMU 2021

 

 Clicca sull’immagine per calcolare l’importo  della nuova IMU

INFORMATIVA

ISTRUZIONI PER IL PAGAMENTO TRAMITE PAGOPA

A decorrere dall’anno 2020, l’imposta unica comunale (IUC), di cui all’articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è abolita, ad eccezione delle disposizioni relative alla tassa sui rifiuti (TARI).

Per l’anno d’imposta 2021, cosi come per l’anno 2020, sono state confermate le novità introdotte con la Legge di Bilancio 2020 avente come principale novità l’istituzione della nuova IMU che accorpa in parte la precedente TASI.

Il Comune di San Romano in Garfagnana ha approvato le tariffe dell’IMU 2021 con delibera del Consiglio Comunale n. 8 del 09/04/2021.

SCADENZE: 

ACCONTO 16/06/2021

SALDO 16/12/2021

 

 

AVVISO: NUOVE COORDINATE BANCARIE

Si comunica che a partire dal 01/05/2021, il nuovo tesoriere del Comune di San Romano in Garfagnana sarà Poste Italiane S.p.a.

Di conseguenza cambiano anche le coordinate da utilizzare per effettuare versamenti in favore del Comune di San Romano in Garfagnana. Di seguito il nuovo IBAN

PRIMO MAGGIO: LA FESTA DEI LAVORATORI

Sono passati 132 anni dalla nascita ufficiale del Primo Maggio e l’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus ha rimesso in discussione le modalità di celebrazione della festa che unisce i lavoratori di tutto il mondo. Per la seconda volta la ricorrenza si svolge nel bel mezzo di una pandemia e in una situazione socio-economica che registra dati preoccupanti.

Il 2020 infatti ha visto un consistente calo occupazionale. Secondo i dati Istat di febbraio sono andati persi 945 mila posti di lavoro. La diminuzione – ha rilevato l’istituto – “coinvolge uomini e donne, dipendenti (590 mila) e autonomi (355 mila) e tutte le classi d’età”. Il tasso di occupazione scende, “in un anno”, del 2,2%. Mentre il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 31,6%.

I dati negativi però si inseriscono in un contesto fatto anche di nuove opportunità perché, come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un recente messaggio,  “grazie all’importante scelta compiuta dalle Istituzioni europee disponiamo di risorse che possono aiutarci non soltanto a ripartire, ma anche a promuovere un autentico salto in avanti, una rinascita della nostra comunità”.

Il Primo Maggio precede di nove giorni la Festa dell’Europa, che viene celebrata ogni anno per l’anniversario della storica dichiarazione di Robert Schuman. Il 9 maggio 1950 infatti l’allora ministro degli esteri francese aveva esposto la sua idea di cooperazione politica per l’Europa

Nel 2021 questa festa è anche un’occasione per riflettere sul “salto in avanti” possibile per il lavoro. Si tratta di un’opportunità nata dalla rinnovata cooperazione tra i paesi della comunità europea.

“Il nostro auspicio è che dopo tanta sofferenza e tanti sacrifici con l’impegno di tutti: cittadini , Istituzioni, categorie economiche e sociali possiamo costruire un futuro prossimo degno del nostro Paese e nell’interesse generale a partire dai giovani”

La storia del Primo Maggio

Un momento collettivo per ricordare i diritti sociali, nato in un’epoca in cui non venivano riconosciuti o garantiti. Quando per molte persone la quotidianità era rappresentata da 16 ore di lavoro.

Il Primo maggio nasce ufficialmente il 20 luglio 1889, a Parigi, nel corso della Seconda Internazionale socialista. Nella capitale francese i partiti socialisti e laburisti decidono di organizzare “una grande manifestazione”, “simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno”. L’obiettivo era quello di coinvolgere i lavoratori e chiedere “alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore”.

La data che viene scelta per celebrare la Festa dei Lavoratori è il Primo Maggio e prende spunto da un episodio avvenuto tre anni prima, nel 1886, a Chicago.

Nella città nordamericana una grande sciopero – era stato indetto in tutti gli Stati Uniti – coinvolse migliaia di operai che chiedevano e rivendicavano condizioni lavorative umane e migliori. La protesta, iniziata appunto il primo maggio, durò tre giorni e culminò poi in un fase di scontri tra manifestanti e polizia. Undici persone persero la vita in quello che sarebbe passato alla storia come il massacro di Haymarket (è il nome della piazza in cui si svolse il raduno).

La tradizione del Primo Maggio inizia così: un appuntamento al quale il movimento dei lavoratori si preparerà sempre di più e con maggiore consapevolezza. La rivendicazione originale delle otto ore viene messa da parte e ha lasciato il posto, nel corso degli anni, ad altre richieste.

Dal 1947 la Festa del Lavoratori diventa ufficialmente ricorrenza nazionale in Italia.

Curiosamente non lo è negli Stati Uniti, il paese della grande manifestazione di Chicago e del massacro di Haymarket. Negli Usa la Festa dei Lavoratori si celebra il primo lunedì di settembre.

Riccardo Pieroni

 

25 APRILE: LA FESTA DELLA LIBERAZIONE

In un messaggio inviato alle associazioni Combattentistiche e d’Ama Sergio Mattarella l’ha
definita la “Festa della libertà di tutti gli italiani”. Il presidente della Repubblica ha ricordato – sempre nel messaggio – il sacrificio di migliaia di italiani che “hanno lottato nelle fila della
Resistenza e combattuto nelle truppe del Corpo Italiano di Liberazione, di quanti furono
deportati, internati, sterminati nei campi di concentramento e delle donne e degli uomini di
ogni ceto ed estrazione che non hanno fatto mancare il loro sostegno, pagando spesso
duramente la loro scelta”.
Il 25 aprile è il giorno in cui ogni anno in Italia si celebra la festa della Liberazione dal
nazifascismo, avvenuta nel 1945. Un evento verificatosi dopo una lunga serie di sofferenze
pagate dalla popolazione civile e dai territori della penisola. Ma l’occupazione tedesca e
fascista in Italia non terminò in 24 ore. Il 25 aprile è una data simbolo: coincise con la ritirata
da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò da
Torino e Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato
un piano per riprendersi le città.

LA GUERRA DI LIBERAZIONE NEL COMUNE DI SAN ROMANO IN GARFAGNANA:CLICCA SUL LINK PER VEDERE LA LINEA DEL TEMPO

La Garfagnana e la guerra
Durante la Seconda Guerra Mondiale la Toscana è stata cornice di molti scontri e
rappresaglie che hanno spesso fortemente toccato la popolazione civile. Il territorio della
Garfagnana è stato coinvolto duramente nelle ultime fasi del conflitto. Le comunità che
vivevano lungo il Serchio si ritrovarono nel bel mezzo dello scontro che vide, da una parte, le
truppe alleate che risalivano la Penisola e le bande di partigiani presenti sul territorio, dall’altra l’esercito tedesco e alcune divisioni di soldati italiani. La rapida avanzata degli
Alleati portò alla liberazione di Lucca il 5 settembre 1944. Ma la guerra proseguì: per circa
sette mesi la Garfagnana diventò un teatro di guerra, soggetto a bombardamenti aerei e
mitragliamenti a distanza. Il territorio del Comune di San Romano in Garfagnana venne
colpito duramente, soprattutto nel dicembre 1944. In quel momento storico famiglie di sfollati, provenienti perlopiù da Livorno, da Pisa e della Lucchesia, giunsero in diverse frazioni del
Comune, inserendosi in alcune attività lavorative come l’agricoltura, prestando così la loro
opera alle famiglie contadine. Nei giorni successivi al Natale 1944 una serie di
bombardamenti aerei investì i centri abitati del Comune: Villetta venne colpita duramente il
26 dicembre.

CLICCA SUL LINK PER LEGGERE LA STORIA DI LUIGI BERNI

Sillicagnana e quel “12 ottobre che sembrò non avesse fine”
“12 ottobre 1944. Ore 6, sta per aver termine la messa del mese di ottobre: si nota un
insolito movimento e mormorio fra i presenti, e parecchi escono in fretta. I partigiani che avevano fatto saltare il ponte sulla Covezza avevano avvertito che i giovani fuggissero al
bosco”. Don Polimio Bacci nel suo libro Sillicagnana racconta alcuni avvenimenti legati al contesto
della Seconda Guerra Mondiale e che riguardano la frazione del comune di San Romano in
Garfagnana. Il 12 ottobre 1944 Sillicagnana viene circondata dalle truppe tedesche. “Il
comandante invita il parroco, il maestro Satti Archimede, l’ufficiale di Posta, il sig. Pennacchi
Guglielmo e il calzolaio Satti Pellegrino a far radunare gli uomini del paese, in piazza, entro
le ore 10 pena l’incendio e distruzione del paese e la deportazione della popolazione”, scrive
il parroco. I quattro uomini individuati dai tedeschi “tengono consiglio” e, “sentito il parere
anche di altri, per evitare il peggio”, convocano per le 10:30 gli uomini del paese, che
vengono condotti “nei pressi del ponte distrutto. Provvisti di picchi, zappe e pale sono
obbligati a lavorare alla variante che gli ufficiali del genio in tutta fretta avevano disegnato a
valle, utilizzando il vecchio ponte e la vecchia strada mulattiera”. Gli uomini lavorano quindi “a tempo di record” e realizzano “una prima traccia” per il
passaggio dei cariaggi e delle truppe. La popolazione di Sillicagnana che non viene
coinvolta dai lavori (in gran parte donne e anziani) è rassicurata e tranquillizzata da alcuni
uomini del paese. La mattina del 12 ottobre 1944 – scrive Don Polimio Bacci – “non si desinò”. Verso le 15 un tenente tedesco (“Fara”) “fa cessare il lavoro” e allineare gli uomini “nello spazio davanti al
ponte verso Sillicagnana. Il professor Lucchesi fa da interprete, impallidisce momento per
momento e poi spiega che il tenente ha ordine di prelevare un numero di uomini” da
deportare in Germania. Il momento è drammatico: “ci si guarda l’un l’altro e moralmente e
materialmente disfatti si attende l’ultimo responso”. Il tenente tedesco quindi si rivolge
nuovamente all’interprete. Il messaggio tradotto e rivolto alla popolazione di Sillicagnana è il
seguente: “Poiché siete venuti a lavorare, ritornate tutti a casa, quelli che saranno ora scelti
domani mattina torneranno a lavorare”. Il parroco riferisce di “una scelta dei più giovani e
abili che dovevano tornare a lavorare pena la deportazione e presa di ostaggi”.
In realtà – sottolinea Don Polimio Bacci nel libro – “chi tornava a lavorare era un ostaggio. Così terminò quel 12 ottobre che sembrò non avesse mai fine”.

La memoria della Resistenza e della Guerra di Liberazione
Un progetto di salvaguardia della memoria storica della Resistenza e della Guerra di
Liberazione. E che guarda anche alle future generazioni. Dallo scorso anno
l’amministrazione comunale raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti alla Seconda
Guerra Mondiale per conservarli nella memoria collettiva. I video si possono vedere sul
canale youtube del Comune di San Romano in Garfagnana. La volontà di ricordare alle future generazioni un evento che colpì duramente il territorio
della Garfagnana è testimoniato anche dall’incontro del dicembre 2019, tenutosi a Villetta, in
occasione della commemorazione del bombardamento del 26 dicembre 1945 che colpì il
paese.

Riccardo Pieroni

1 2 3 10