SABATO 18 SETTEMBRE 2021: PULIAMO IL NOSTRO TERRITORIO

La sensibilità per il rispetto dell’ambiente passa anche da pratiche di educazione civica. Ed è per questo motivo che l’ Amministrazione Comunale di San Romano in Garfagnana ha deciso di dedicare  un’intera giornata al volontariato ambientale per chiedere e avere ambienti più puliti e vivibili. “Puliamo il nostro territorio”, questo il nome dell’iniziativa, è un piccolo gesto dal grande valore educativo che aiuta a rinsaldare il rapporto tra l’ambiente e i cittadini, tra le comunità e gli Enti pubblici, tutti insieme, uniti da un obiettivo comune: rendere migliore il nostro territorio!

Il ritrovo è fissato sabato 18 settembre ore 08:30 presso il parcheggio della Chiesa a Villetta.

materiale consigliato: guanti da lavoro, gilet alta visibilità, calzature e abbigliamento comodi.

In caso di pioggia l’evento sarà rinviato. Seguirà successiva comunicazione

2 giugno 2021: 75 anni da un punto di svolta

“Il referendum del 2 giugno aprì una nuova fase, dando avvio a un momento storico di ricomposizione. Anzitutto, una ricomposizione dell’unità nei diritti e nei doveri”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – in un intervento pubblicato da Famiglia Cristiana – ha voluto ricordare il passaggio tra monarchia a repubblica avvenuto nel 1946, il referendum istituzionale di 75 anni fa celebrato oggi con la ricorrenza nazionale del 2 giugno. Per Mattarella si è trattato di un “punto di svolta” perché “dopo gli orrori del fascismo e del nazismo che avevano voluto la guerra, l’Italia pose le basi di un ordinamento democratico, che assumeva come proprio orizzonte gli ideali coltivati nella lotta di liberazione e le speranze diffuse di pace”. Inoltre nel 1946 “votarono per la prima volta, in tutta Italia, le donne”. Nel nostro paese quindi – ha evidenziato Mattarella – il passaggio alla repubblica “favorì una crescente coesione, rese la società civile e le sue energie sociali, morali, culturali, protagoniste e decisive anche nei tornanti più difficili e insidiosi della nostra storia recente”.

PERCHÈ IL 2 GIUGNO: CLICCA SUL LINK PER LEGGERE L’ARTICOLO

La scelta referendaria in favore della repubblica comportò anche la stesura di quella che oggi è la nostra Costituzione, in vigore dal 1948. Tra gli articoli che vennero votati e approvati durante i lavori dell’’Assemblea costituente ve n’è uno, in particolare, che ha acquisito nuova centralità durante l’emergenza Coronavirus.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

L’articolo 32 è stato discusso ampiamente durante i lavori della costituente. Venne scritto in un’Italia provata da una terribile guerra mondiale, in un paese in cui le condizioni igienico-sanitarie di gran parte della popolazione risultavano deficitarie. Il testo dell’articolo ha rappresentato la prima tappa fondamentale per la creazione di un servizio nazionale sanitario. Al dettato costituzionale infatti è seguita, nel 1978, una legge innovativa e organica, la n.833, che ha permesso l’istituzione di un servizio sanitario pubblico. Un servizio che negli ultimi mesi è stato messo in difficoltà da una pandemia globale, definita dal sociologo Mauro Magatti uno “stress test per le democrazie contemporanee” perchè “devono simultaneamente gestire l’emergenza medica, alleviare la grave sofferenza sociale ed economica, portare a termine in fretta la campagna vaccinale”.

Le iniziative

Per celebrare il 75° anniversario della nascita della Repubblica oggi è prevista al Quirinale una cerimonia che onorerà la festa del 2 giugno, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e di una delegazione di studenti in rappresentanza delle scuole italiane. Dopo la proiezione di un filmato sull’Assemblea costituente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prenderà la parola, con un discorso di circa venti minuti rivolto agli italiani, in cui verranno trattati i passaggi chiave che hanno attraverso la vita del Paese negli ultimi 75 anni.

Riccardo Pieroni

PRIMO MAGGIO: LA FESTA DEI LAVORATORI

Sono passati 132 anni dalla nascita ufficiale del Primo Maggio e l’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus ha rimesso in discussione le modalità di celebrazione della festa che unisce i lavoratori di tutto il mondo. Per la seconda volta la ricorrenza si svolge nel bel mezzo di una pandemia e in una situazione socio-economica che registra dati preoccupanti.

Il 2020 infatti ha visto un consistente calo occupazionale. Secondo i dati Istat di febbraio sono andati persi 945 mila posti di lavoro. La diminuzione – ha rilevato l’istituto – “coinvolge uomini e donne, dipendenti (590 mila) e autonomi (355 mila) e tutte le classi d’età”. Il tasso di occupazione scende, “in un anno”, del 2,2%. Mentre il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 31,6%.

I dati negativi però si inseriscono in un contesto fatto anche di nuove opportunità perché, come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un recente messaggio,  “grazie all’importante scelta compiuta dalle Istituzioni europee disponiamo di risorse che possono aiutarci non soltanto a ripartire, ma anche a promuovere un autentico salto in avanti, una rinascita della nostra comunità”.

Il Primo Maggio precede di nove giorni la Festa dell’Europa, che viene celebrata ogni anno per l’anniversario della storica dichiarazione di Robert Schuman. Il 9 maggio 1950 infatti l’allora ministro degli esteri francese aveva esposto la sua idea di cooperazione politica per l’Europa

Nel 2021 questa festa è anche un’occasione per riflettere sul “salto in avanti” possibile per il lavoro. Si tratta di un’opportunità nata dalla rinnovata cooperazione tra i paesi della comunità europea.

“Il nostro auspicio è che dopo tanta sofferenza e tanti sacrifici con l’impegno di tutti: cittadini , Istituzioni, categorie economiche e sociali possiamo costruire un futuro prossimo degno del nostro Paese e nell’interesse generale a partire dai giovani”

La storia del Primo Maggio

Un momento collettivo per ricordare i diritti sociali, nato in un’epoca in cui non venivano riconosciuti o garantiti. Quando per molte persone la quotidianità era rappresentata da 16 ore di lavoro.

Il Primo maggio nasce ufficialmente il 20 luglio 1889, a Parigi, nel corso della Seconda Internazionale socialista. Nella capitale francese i partiti socialisti e laburisti decidono di organizzare “una grande manifestazione”, “simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno”. L’obiettivo era quello di coinvolgere i lavoratori e chiedere “alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore”.

La data che viene scelta per celebrare la Festa dei Lavoratori è il Primo Maggio e prende spunto da un episodio avvenuto tre anni prima, nel 1886, a Chicago.

Nella città nordamericana una grande sciopero – era stato indetto in tutti gli Stati Uniti – coinvolse migliaia di operai che chiedevano e rivendicavano condizioni lavorative umane e migliori. La protesta, iniziata appunto il primo maggio, durò tre giorni e culminò poi in un fase di scontri tra manifestanti e polizia. Undici persone persero la vita in quello che sarebbe passato alla storia come il massacro di Haymarket (è il nome della piazza in cui si svolse il raduno).

La tradizione del Primo Maggio inizia così: un appuntamento al quale il movimento dei lavoratori si preparerà sempre di più e con maggiore consapevolezza. La rivendicazione originale delle otto ore viene messa da parte e ha lasciato il posto, nel corso degli anni, ad altre richieste.

Dal 1947 la Festa del Lavoratori diventa ufficialmente ricorrenza nazionale in Italia.

Curiosamente non lo è negli Stati Uniti, il paese della grande manifestazione di Chicago e del massacro di Haymarket. Negli Usa la Festa dei Lavoratori si celebra il primo lunedì di settembre.

Riccardo Pieroni

 

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