La prima vicepresidente donna del Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano: Raffaella Mariani

Votazioni importanti, molta emozione e qualche sorpresa al primo appuntamento del rinnovato Consiglio del Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano. Nella seduta conclusasi nella serata di ieri Raffaella Mariani, sindaca di San Romano in Garfagnana, è stata eletta vicepresidente dell’ente con sede a Sassalbo. Nata a San Romano in Garfagnana  nel 1960, una laurea in geologia presso l’Università di Pisa, consigliere e assessore della Provincia di Lucca, è stata eletta deputata nel 2001 e per i successivi mandati fino al 2018,  membro della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici per la Camera.

“La mia nomina – ha spiegato Raffaella Mariani – avviene in una fase interessante:  l’ambiente è finalmente al centro del dibattito istituzionale del nostro Paese con concetti costantemente richiamati e trasversali tra le parti politiche. Credo ci sia una forte necessità di lavorare per declinare concretamente temi come: sostenibilità, cura e manutenzione, lotta ai cambiamenti climatici.  Una sfida per l’ambiente. Oltre alla responsabilità e all’orgoglio di rappresentare la Garfagnana, metterò con impegno e dedizione il mio servizio a disposizione dell’intera comunità del Parco nazionale, partendo dalla conoscenza e dal confronto”.

Nel corso della prima seduta il consiglio, per quanto incompleto in quanto ancora vacante la nomina di Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), ha nominato la giunta composta dal presidente, Fausto Giovanelli, dalla neovicepresidente Raffaella Mariani e dal sindaco di Monchio delle Corti, Claudio Riani. Completano il consiglio Antonio Maffei, Luca Martinelli, Gabriella Meo, Elio Ivo Sassi e Robertino Ugolotti. Nel corso della stessa seduta è stato ratificato l’atto di approvazione del bilancio preventivo dell’ente – che già aveva accolto il parere favorevole della dalla Comunità del Parco (assemblea dei sindaci) e del Ministero dell’Ambiente – che complessivamente vale 5,8 milioni di euro. “Un bilancio che ci consente di funzionare ed essere operativi – spiega il direttore Giuseppe Vignali – ma che a primavera potrebbe essere integrato da risorse su progetti in corso di approvazione e giungere a sfiorare i 10 milioni valore”. (G.A.)

IL PARCO NAZIONALE DELL’APPENNINO TOSCO EMILIANO

L’ente Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano, istituito con Dpr 21 maggio 2001, si estende nel territorio di 13 comuni (Bagnone, Filattiera, Fivizzano, Licciana Nardi, Monchio delle Corti, San Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano, Ventasso, Villa Collemandina, Villa Minozzo) distribuiti tra le province di Lucca, Massa Carrara, Reggio Emilia, Parma, appartenenti alle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna. L’Ente ha più sedi operative, quella legale è ubicata in località Sassalbo di Fivizzano.

Nel Parco dell’Appennino tosco emiliano sono compresi 16 siti, fra Sic (Siti di interesse comunitario) e Zps (Zone di protezione speciale). Il Parco nazionale è altresì coordinatore, dal 2015, della più ampia Riserva di Biosfera Mab (Man and the biosphere) dell’Unesco.

 

INTERVISTA A PIER ROMANO MARIANI. IL PARCO NAZIONALE DELL’APPENNINO TOSCO-EMILIANO GRANDE VETRINA SULLA NOSTRA TERRA

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Ieri, 2 ottobre 2017, il GiornalediBarga Tv  ha intervistato Pier Romano Mariani in qualità di vice presidente del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano.  Il Sindaco ha posto l’accento su alcuni aspetti fondamentali che determinano la straordinaria importanza che il Parco ha per il territorio. Ripercorriamo i principali temi affrontati: In primo luogo – afferma Mariani-  il Parco rappresenta una grande opportunità per richiamare l’attenzione sulle nostre bellezze paesaggistiche e culturali e  per far conoscere le eccellenze agro-alimentari della nostra terra. Inoltre  costituisce un ponte tra i due versanti dell’Appennino, quello toscano e quello emiliano, creando occasioni  di commistione culturale, di correlazioni di esperienze attualmente in atto sia in Emilia che in Toscana e una grande opportunità per crearne di nuove. Infatti, sebbene, attualmente, il Parco abbia confini ben precisi  (definiti da una legge dello stato con un decreto del Presidente della Repubblica), c’è l’interesse da parte di molti Comuni di entrare a farvi parte, oltre che  di aderire al progetto MAB UNESCO (dalla quale il Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano ha ricevuto la certificazione di riserva MAB UNESCO). Infine, spiega Pier Romano Mariani, il Parco permette ai piccoli Comuni di partecipare a interessanti progetti europei e transfrontalieri ai quali, altrimenti, probabilmente, sarebbero costretti a rinunciare.

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