Toponomastica

L’attuale toponimo, San Romano, prende il nome dal santo a cui è dedicata la chiesa principale, che si trova all’incirca nel centro del borgo storico del capoluogo. Tuttavia, gli studi e le ricerche condotte da Paolo Notini mostrano come i nomi di varie località site all’interno di San Romano stessa siano attribuibili a periodi ben più antichi.

Toponimi di epoca ligure-apuana

Isera è il nome che generalmente viene attribuito al luogo nominato Pratoscella. Verosimilmente Isera doveva essere il nome del fiume (idronimo) che vi scorre nei pressi e che nasce più a monte e che va a costituire la Covezza di Corfino, ramo della Covezza di San Romano, per poi raggiungere infine il Serchio. Al di là del nome delle due Covezze, di San Romano e di Verrucole, che sono da far risalire ai Longobardi, il nome Isera risulta assai più antico. Ma quindi a quando risale tale idrotoponimo? Potrebbe essere attribuito sia ai Mesolitici che agli Etruschi in base anche alla documentazione archeologica rinvenuta in loco che ci fornisce evidenza della presenza di queste due culture. L’unico punto fermo è rappresentato dal fatto che Isera è indubbiamente un idronimo, sopravvissuto ai Romani, che a loro volta lo avevano mantenuto dai predecessori Liguri.

Toponimi di epoca romana

Meschiana: un’antica e perdurante tradizione vedeva Meschiana, situata a nord di San Romano, come antica sede di quest’ultimo. Già nell’ultimo quarto dell’800 lo storico Raffaello Raffaelli sosteneva che ciò non era possibile dal momento che sia San Romano che Meschiana erano entrambi villaggi sottostanti ai signori della Rocca delle Verrucole (Roccha de Verucola), i Gherardinghi. Né è ulteriore testimonianza lo “Statuto dei Gerardinghi” datato al 1272, che vedeva i due luoghi come distinti e strettamente collegati fra loro. Un aspetto interessante è che San Romano, nonostante sia stato fondato dai Meschianesi, abbia poi prevalso in importanza divenendo infatti il centro principale, come lo è ad oggi. Proprio ciò, assieme a memorie perdute nel corso del tempo, ha portato a considerare i resti di Meschiana come pertinenti a San Romano. Di difficile interpretazione risulta il toponimo Meschiana, noto anche come Mestiana: infatti, nelle carte medievali sopravvissute sono presenti entrambe le forme. Le indagini archeologiche e l’analisi del materiale ceramico hanno permesso di datare il villaggio in un periodo compreso tra il IX e il X secolo a.C. L’unica informazione che possediamo circa l’abbandono del villaggio risale al 1308. Infatti, lo Statuto di Lucca in quella data non riporta la presenza di Meschiana/Mestiana, mentre sono riportati altri villaggi quali Broglio e Naggio, quindi difficilmente può trattarsi di una dimenticanza. Nonostante ciò, non sappiamo il periodo preciso in cui Meschiana/Mestiana venne abbandonata.

Nelle immediate vicinanze di Meschiana/Mestiana, presso l’attuale località Le Piane ed entro il Monte Pisone, si trova un altro villaggio ancora sotterrato se non per alcuni muri affioranti; sulla base del materiale ceramico superficiale si può considerare contemporaneo a Meschiana/Mestiana, quindi databile tra il IX e il X secolo a.C.

Il toponimo Meschiana/Mestiana appare nella forma di prediale romano (fundus o predius) appartenente a un colono di nome Maeschius/Meastius.

Campiana e Pianellone: Nel corso delle sue indagini Notini si è soffermato sui toponimi Campiana e Pianellone; da molti il primo viene spesso confuso con il secondo e ciò sarebbe possibile se si pensasse ad una derivazione dal latino campus pianus (campo piano), avendone quindi il medesimo significato. Si può inoltre ammettere un’ulteriore ipotesi di lettura, come fa presente Notini: ovvero che il toponimo origini dal nome di un colono romano, tale Campius e rientri quindi a far parte dei prediali di epoca romana.

Casiana: Il testo “Toponomastica delle valli del Serchio e della Lima” del fu docente universitario Silvio Pieri e pubblicato nel 1898 riporta il toponimo Casiano, facendo un generico riferimento a San Romano, senza fornire informazioni circa la collocazione specifica dell’area coperta dal toponimo. Facendo riferimento alla tradizione locale non risulta alcun Casiano, bensì Casiana, nome peraltro ancora in uso e con il quale sono indicati i campi a valle del paese, sottostanti al bivio per la frazione di Verrucole e al di sotto del “Bar dell’Antonella”. Come già abbiamo visto in precedenza, per il fatto che il toponimo termina con un suffisso -ana, ciò sta ad indicare che si trattava di un Prediale, il quale verosimilmente era stato concesso a un tale Casius o Cassius.

Altri toponimi che ci permettono di tracciare la storia di San Romano sono Palmaggiore (Pala-maior = Pendio prativo più ampio) e Postabbia (Post-Stabula = Dopo le stalle)

Toponimi di epoca longobarda

Mato: Termine per il quale ancora una lettura chiara è oscura. Tuttavia, data l’epoca a cui si riferisce e l’ambiente, è presumibile ritenere che Mato possa derivare dalla parola Mahti. Ciò porterebbe a pensare che Mato fosse un Longobardo, con nome significante potere.

Il toponimo Mato figura nel terrilogio settecentesco dei beni dell’opera di San Romano, opera di Domenico Cecchi del 1743. Notini sulla base della mappa seguentemente riportata, identifica Mato sopra la frazione di Naggio e al di sotto alla chiesa di Verrucole.

Amola: Luogo a valle di San Romano, che deriva dal nome personale Amulus, a sua volta da Haima, che in lingua germanica significava Patria.